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Tenute del Fasanella – Auso – 2015 – IGP Paestum Rosso

10,25 Iva inclusa

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Produttore: Tenute del Fasanella
Nome vino: AUSO
Annata: 2015
Denominazione: IGP PAESTUM ROSSO
Varietà: Aglianico 82% Primitivo 18%
Località: S. Vito Prato e Lupinelle
Estensione vigneto: 3,62 ettari
Altitudine: 500 metri s.l.m.
Disposizione vigneto: esposto a sud-ovest con orientamento dei filari nord-sud
Suolo: profondo, su alternanze marnoso arenacee, a tessitura media in superficie, fine o moderatamente fine in profondità
Densità d’impianto: 5680 piante/ettaro
Potatura: guyot bilaterale per l’Aglianico e cordone speronato per il Primitivo
Produzione: 71 Ql/Ha per l’Aglianico e 100 Ql/Ha per il Primitivo
Tipo ed epoca di vendemmia: manuale in ceste da 13 Kg
5 settembre per il Primitivo, dal 22 al 18 ottobre per l’Aglianico

Vinificazione in totale assenza di solforosa: diraspatura; macerazione prefermentativa a freddo; macerazione alcolica in acciaio per 10 giorni a temperatura controllata; svinatura e pressatura soffice; proseguo della fermentazione alcolica e malolattica, a seguire gli assemblaggi del Primitivo e le varie partite di Aglianico
Maturazione: 18 mesi 60% in acciaio su fecce fini e 40% in tonneau di 8° passaggio
no stabilizzazione tartarica
Filtrazione: 1 µm
Imbottigliamento: 10 luglio 2017 (1°lotto);
Affinamento: 3 mesi in bottiglia
Resa uva/vino: 62%
Bottiglie prodotte: 7.749 (1°lotto);
VINO BIOLOGICO CERTIFICATO da CCPB
VINO SENZA SOLFITI AGGIUNTI
Dati analitici
alcol svolto: 13,87 %vol
estratto secco netto: 30,1 g/l
pH: 3,18
acidità totale: 6,56 g/l
acido malico: 0,10 g/l
anidride solforosa totale: <10 mg/l
limite legale per cui si è obbligati a riportare in etichetta “contiene solfiti”: 10 mg/l
limite legale per il vino rosso secco biologico: 100 mg/l

L’eventuale presenza di precipitati è garanzia di genuinità del prodotto e non ne influenzano le caratteristiche organolettiche.

Categoria:

Descrizione

fosca tortorelli sommelierL’Auso 2015 di Tenute del Fasanella sgorga sincero come la cascata omonima da cui prende il nome, dove il Primitivo e l’Aglianico si uniscono spalleggiandosi vicendevolmente, dando vita a giochi e combinazioni intriganti, che richiamano alla mente il suggestivo fenomeno carsico che si può ammirare percorrendo la strada interpoderale carrabile, detta anche “Grotta dell’Auso”.
Una piena e sincera succosità di ribes nero prima, mirtillo poi, si rendono noti in modo propulsivo, lasciando spazio a note di mirto e a una intrigante speziatura di pepe bianco, a cui seguono note terrose di sottobosco e chiari accenni di macchia mediterranea, che si rincorrono e ritornano coerenti al palato. Un sorso pieno e coinvolgente, dove il primitivo distende la tensione dell’aglianico, senza banalizzarne il sorso. Un vino centrato e diretto, che ti accompagna in una piacevole lettura e nell’espressività combinata di vitigni così dissimili e di un territorio intrigante e di selvaggia bellezza.

Fosca Tortorelli, sommelier